Snarky Puppy – Somni: dentro una registrazione fuori dagli schemi


Qualche giorno fa, nella sezione Musica, abbiamo pubblicato una recensione dell’ultimo lavoro degli Snarky Puppy, Somni, soffermandoci soprattutto sugli aspetti artistici e sull’impatto sonoro del disco.
In questo articolo cambiamo prospettiva: andiamo oltre l’ascolto per entrare nel cuore della produzione, analizzando le scelte tecniche e il sistema di registrazione che hanno reso possibile un progetto così ambizioso.

Snarky Puppy & Metropole Orkest - Somni - cover

Con Somni, gli Snarky Puppy fanno un ulteriore passo avanti nel loro modo di intendere la registrazione: non più semplice ripresa di una performance, ma vera e propria progettazione dell’esperienza sonora. Il risultato è un lavoro che unisce l’energia del live al controllo tipico dello studio, aprendo anche alla dimensione immersiva.

Dentro Somni: un nuovo approccio alla registrazione live

Le sessioni si sono svolte a Utrecht, in uno spazio live completamente ripensato per la registrazione. Invece di affidarsi a uno studio tradizionale, il team ha trasformato la venue in un ambiente controllato dal punto di vista acustico, intervenendo con materiali fonoassorbenti e studiando attentamente la disposizione di musicisti, orchestra e pubblico. L’obiettivo era mantenere il più possibile l’interazione tra i performer, limitando però i problemi tipici degli ambienti dal vivo.

Registrare senza PA: il ruolo del monitoraggio in cuffia

Snarky Puppy Somni Figura 1
Credits: Snarky Puppy – Instagram – https://www.instagram.com/snarkypuppy/

La scelta più interessante riguarda il modo in cui il suono è stato gestito durante le sessioni. In Somni non è stato utilizzato alcun impianto di diffusione: niente PA, niente suono in sala. Tutto l’audio è stato distribuito esclusivamente in cuffia, tramite sistemi wireless con mix personalizzati. Questo significa che ogni musicista (e anche il pubblico) ascoltava una propria versione del mix.

Dal punto di vista tecnico, è una soluzione estremamente efficace. Eliminando il suono in ambiente, si riduce drasticamente il bleed tra i microfoni, cioè quella “contaminazione” tra le varie sorgenti che spesso complica le registrazioni live. Allo stesso tempo, si mantiene la possibilità di suonare tutti insieme, senza rinunciare alla coesione della performance.

Questa tecnica era stata usata anche in altre registrazioni della band, basti guardare su youtube i video contenenti i vari brani del disco “We Like It Here”, registrato anch’esso a Utrecht con il pubblico in sala. Ma allora si trattava solo dei componenti della band, per quanto numerosi. Nel caso di Somni i musicisti sono più di 50, ed oltre 300 persone hanno assistito alla performance, sedute tra i musicisti, ciascuna con un paio di cuffie Audio-Technica.

Oltre 200 tracce: architettura e gestione del sistema

Snarky Puppy Somni Figura 4
Credits: Snarky Puppy – Instagram – https://www.instagram.com/snarkypuppy/

La complessità del progetto emerge quindi anche nei numeri. La registrazione ha coinvolto oltre duecento canali simultanei, gestiti attraverso quattro sistemi Pro Tools sincronizzati e operanti a 96 kHz. Una struttura di questo tipo consente di avere un controllo estremamente dettagliato su ogni singolo strumento o sezione, ma richiede anche un’infrastruttura solida e ben organizzata per evitare problemi durante le sessioni.

Anche la microfonazione segue questa logica. Non si tratta solo di ottenere un buon suono, ma di bilanciare isolamento e naturalezza. Sugli archi, ad esempio, sono stati utilizzati microfoni clip-on per mantenere definizione e controllo, mentre per altre sezioni si è fatto ricorso a microfoni a condensatore. In alcuni casi, i segnali microfonici sono stati affiancati da Direct Injection (o Direct Input), cioè sistemi che permettono di prendere il segnale direttamente da uno strumento senza passare da un microfono, così da combinare precisione e profondità. Tutto questo permette di lavorare in modo molto più flessibile nella fase di mix.

Dal multitraccia al Dolby Atmos

Snarky Puppy Somni Figura 3
Credits: Snarky Puppy – Instagram – https://www.instagram.com/snarkypuppy/

Ed è proprio in post-produzione che il progetto prende una direzione ancora più interessante. Il mix è stato realizzato completamente in digitale, ma con un obiettivo preciso: la resa immersiva. Somni è pensato anche per il formato Dolby Atmos, che consente di distribuire i suoni nello spazio tridimensionale. Non si tratta solo di “allargare” il mix, ma di costruire un ambiente sonoro in cui strumenti e sezioni occupano posizioni precise, contribuendo a una percezione più coinvolgente.

Nonostante tutta questa complessità tecnica, al centro rimane la performance. Gli Snarky Puppy continuano a privilegiare esecuzioni complete, evitando il più possibile gli overdub. Questo significa che gran parte del lavoro deve essere risolta in fase di registrazione: tutto deve funzionare, sia dal punto di vista tecnico che musicale. Il sistema, in altre parole, deve essere progettato per non interferire con la musica, ma per valorizzarla.

Somni diventa così un esempio molto interessante di come sta evolvendo la produzione audio. La registrazione non è più soltanto una fase del processo, ma un elemento progettuale che coinvolge spazio, tecnologia e modalità di ascolto. Il risultato è un equilibrio sempre più sottile tra naturalezza e controllo, tra live e studio, tra realtà e costruzione sonora.

https://www.instagram.com/snarkypuppy

https://snarkypuppy.com/video