Amici lettori di BassDesigner, benvenuti su Jazz Corner!
Prima di parlarvi di cosa mi occuperò in questa rubrica, ci tengo a raccontarvi qual è il mio rapporto con il jazz: come l’ho scoperto e cosa mi piace di questo genere così camaleontico.

Ho iniziato ad ascoltare jazz in una fase già più matura del mio percorso d’ascolto dei vari generi musicali, e inizialmente per caso, spinta però dalla curiosità.
Ho 21 anni, quindi è una storia piuttosto “giovane”. Durante gli anni delle superiori, nelle sessioni di studio pomeridiane, provai la tecnica della musica in sottofondo per cercare di mantenere alta la concentrazione. Optai per il jazz senza fare ricerche particolari: digitavo semplicemente “musica jazz per studiare” o qualcosa di simile, pensando – non conoscendolo ancora – che si trattasse di una musica per lo più calma e lenta. Effettivamente esiste un jazz così, dai ritmi più rilassati, ma con il tempo ho scoperto che mi stavo perdendo l’anima più pura del genere, quella figlia dell’improvvisazione repentina, dello swing e del canto scat.

Ho smesso quindi di lasciarlo in sottofondo, come si fa nei lounge bar, per ascoltarlo alzando il volume, in cuffia o con lo stereo. Ho comprato un piccolo giradischi e ho iniziato a cercare vinili in vari mercatini dell’usato. E ho preso anche qualche libro per “studiarlo”. Mi rendo conto che “studiare” non è il termine più adatto, visto che il jazz lo si deve vivere e sperimentare, sia da musicista che da ascoltatore. Intendo dire però che volevo avere un inquadramento più storico della sua evoluzione.
Ho capito perchè non poteva essere il genere adatto ad accompagnare il mio studio (per la cronaca: ora sono passata ai suoni della natura): si tratta di una musica spontanea, movimentata, che scaturisce dall’anima di chi l’ha suonata ed è poi diventato una leggenda, che non si addice perciò a un lavoro di pura testa. Questo almeno secondo la mia esperienza, voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti!
Attenzione! Non sto dicendo che il jazz sia una musica di sola “pancia”. Anzi, penso che racchiuda nelle sue note una notevole perspicacia e autoconsapevolezza, oltre a essere profondamente intessuto dell’ambiente sociale che alimenta le innumerevoli storie raccontate da questa musica. Perspicacia perché, prima ancora di essere suonata, è una musica che ascolta e intuisce. In una tipica sessione di improvvisazione, infatti, i musicisti devono essere abili nel cogliere ogni piccola variazione di ritmo e nel captare le intenzioni degli altri per far funzionare l’armonia complessiva. E qui subentra l’autoconsapevolezza: per poter dialogare con l’altro è necessaria una lucida consapevolezza dei propri limiti, del proprio stile e, perché no, del proprio stato d’animo.

Sono sicura che avremo modo di approfondire meglio questi aspetti nei prossimi appuntamenti con Jazz Corner!
Veniamo adesso alla parte più succosa: di cosa vi parlerò in questa rubrica?
Mi piacerebbe raccontarvi le grandi leggende del jazz attraverso aneddoti particolari e brani meno noti del loro repertorio.
Uno spazio particolare sarà dedicato alle artiste donne protagoniste del genere, analizzate da un punto di vista femminile e femminista, per riscoprire il loro ruolo fondamentale ed emancipatorio nella storia del jazz.
Infine, vorrei dedicare uno spazio all’estetica del jazz. Mi interessa capire perché nell’immaginario collettivo sia diventato la musica dell’eleganza e dei club raffinati, a fronte delle sue origini così viscerali e popolari. Da studentessa di scienze della comunicazione mi sono chiesta: “cosa ha alimentato e trasformato questa simbologia?”. Proverò a rispondere esplorando l’universo visivo che circonda questa musica. Parleremo di come l’abbigliamento sia diventato uno strumento di riscatto per jazzisti diventati icone di stile; ci soffermeremo sull’impatto artistico delle storiche copertine dei vinili e, per chiudere il cerchio, analizzeremo il ruolo di questa estetica all’interno di numerosi film.
Prima di darvi appuntamento al prossimo articolo, vi lascio tre consigli di ascolto dalla mia playlist:
[Consiglio di ascolto: Take the “A” Train, Duke Ellington, Duke Ellington and His Famous Orchestra – Take the “A” Train (Audio)]
[Consiglio di ascolto: A night in Tunisia, Dizzy Gillespie, A Night In Tunisia]
[Consiglio di ascolto: Blue In Green, Miles Davis, Miles Davis – Blue In Green (Official Audio)]

