
Sposto il posacenere di cristallo, e mi siedo davanti alla luce fredda del monitor. Fuori, Milano mastica il suo solito traffico nervoso, ma qui dentro l’aria è ferma, densa di quell’attesa che precede le grandi rivelazioni.Ve lo avevo accennato qualche giorno fa, tra un commento acido su una produzione pop senz’anima e un elogio al