Maker Faire Rome 2026: dove le idee diventano tecnologia


Dalla cultura maker alle nuove frontiere dell’innovazione: alla Camera di Commercio di Roma la presentazione dell’edizione 2026, in programma dal 23 al 25 ottobre al Gazometro Ostiense.

Oggi, 29 settembre, nelle splendide sale della Camera di Commercio di Roma, è stata presentata alla stampa la nuova edizione di Maker Faire Rome – The European Edition, uno dei principali appuntamenti europei dedicati all’innovazione, alla tecnologia e alla cultura del “fare”.

L’appuntamento con il pubblico è fissato per 23, 24 e 25 ottobre 2026, quando il Gazometro Ostiense tornerà a trasformarsi in un grande laboratorio nel quale incontrare maker, ricercatori, studenti, università, startup e imprese.

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Sarà la quattordicesima edizione della manifestazione romana, promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata da Innova Camera.

Perché “Maker Faire” e non “Maker Fair”?

Anche il nome racconta qualcosa dello spirito della manifestazione.

In inglese moderno fair è il termine normalmente utilizzato per indicare una fiera o un’esposizione. La grafia faire, invece, ha un sapore volutamente arcaico e negli Stati Uniti richiama espressioni come Renaissance Faire, utilizzata per le manifestazioni ispirate alle antiche fiere e feste popolari.

La scelta contribuisce così a distinguere Maker Faire dall’idea di una tradizionale trade fair, una fiera essenzialmente commerciale. Fin dalla prima edizione del 2006, l’intenzione era creare piuttosto una grande festa della creatività e dell’invenzione, dove mostrare ciò che si era costruito, incontrare altri appassionati e condividere conoscenze ed esperienze.

Altrettanto significativo è Maker: non semplicemente inventore, tecnico o artigiano, ma qualcuno che fa, costruisce, modifica, ripara, programma e trasforma un’idea in qualcosa di concreto.

Più che una semplice “fiera dei maker”, Maker Faire può quindi essere letta come la festa di chi costruisce.

Una definizione che riassume bene lo spirito originario del movimento: curiosità, condivisione e piacere di creare.

Dalla cultura del DIY al movimento maker

Per comprendere Maker Faire bisogna però tornare indietro di oltre vent’anni.

Le sue radici affondano nella cultura del Do It Yourself, il “fai da te”, reinterpretata attraverso le possibilità offerte dalle tecnologie digitali. Nel 2005 nasce negli Stati Uniti Make: Magazine, rivista dedicata a chi costruisce, modifica, sperimenta e condivide progetti tecnologici. L’anno successivo, nel 2006, a San Mateo, in California, si tiene la prima Maker Faire.

Alla base c’è un’idea semplice: la tecnologia non deve essere necessariamente qualcosa di chiuso nei laboratori delle grandi aziende o accessibile soltanto agli specialisti.

Elettronica, programmazione, robotica, fabbricazione digitale, stampa 3D e nuovi strumenti di prototipazione consentono anche a piccoli gruppi e singoli appassionati di trasformare un’idea in qualcosa di concreto.

È il Maker Movement, punto d’incontro fra cultura artigianale e tecnologie digitali, ma soprattutto espressione di un principio che rimane centrale ancora oggi: costruire per capire.

Maker Faire arriva a Roma

La manifestazione arriva a Roma nel 2013, come edizione europea del format nato negli Stati Uniti. La prima Maker Faire Rome si svolge al Palazzo dei Congressi dell’EUR e da allora l’appuntamento diventa annuale, crescendo progressivamente per dimensioni e contenuti.

Nelle prime edizioni l’immaginario maker era fortemente legato ad Arduino, piccoli robot, stampanti 3D, elettronica autocostruita, fablab e prototipi realizzati spesso da singoli appassionati o piccoli gruppi.

Con il passare degli anni il perimetro si è allargato. Accanto ai maker sono entrati sempre più stabilmente startup, aziende, scuole, università e centri di ricerca.

Dal 2013 al 2025, secondo i dati dell’organizzazione, Maker Faire Rome ha realizzato tredici edizioni, superando complessivamente 895.000 visitatori e 7.000 espositori provenienti da tutto il mondo.

Maker Faire Rome – The European Edition 2026

Una fiera cambiata insieme alla tecnologia

La storia di Maker Faire racconta anche quanto velocemente sia cambiato il panorama tecnologico.

La stampa 3D, quasi rivoluzionaria nelle prime edizioni, è oggi uno strumento professionale impiegato in moltissimi settori. Lo stesso percorso è stato compiuto dalle piattaforme hardware open source, dai droni, dall’Internet of Things e da numerose tecnologie di prototipazione.

Nel frattempo sono arrivati nuovi protagonisti.

Oggi alla Maker Faire si parla di intelligenza artificiale, robotica avanzata, automazione industriale, cybersecurity, realtà virtuale e aumentata, aerospazio, agritech, sostenibilità e nuovi sistemi di produzione, senza dimenticare elettronica e manifattura digitale.

La manifestazione si è quindi progressivamente trasformata: da grande ritrovo della cultura maker a luogo d’incontro fra creatività, formazione, ricerca e industria.

Un’idea nata in un laboratorio può diventare un prototipo; il prototipo può incontrare competenze e tecnologie differenti e, in alcuni casi, trasformarsi in un prodotto o in una nuova impresa.

Non soltanto guardare

Una caratteristica importante della Maker Faire è però rimasta sostanzialmente invariata.

Il pubblico non è chiamato soltanto a osservare.

È possibile vedere i prototipi mentre funzionano, parlare direttamente con chi li ha progettati, assistere a dimostrazioni, partecipare a workshop e sperimentare alcune delle tecnologie esposte.

È la filosofia hands-on, imparare facendo.

Ed è forse questo l’elemento che continua a distinguere Maker Faire da una tradizionale fiera tecnologica: dietro molti degli oggetti esposti c’è qualcuno che può raccontare non soltanto che cosa ha costruito, ma anche come lo ha fatto, perché ha scelto una determinata soluzione e quali problemi ha incontrato.

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E l’audio?

Per i lettori di BassDesigner è necessaria una precisazione: Maker Faire Rome non è una manifestazione dedicata all’audio. In un evento di queste dimensioni il nostro settore rappresenta una componente marginale.

Nelle varie edizioni non sono mancati esperimenti e applicazioni riguardanti suono, musica, acustica ed elettronica, ma sarebbe sbagliato visitare Maker Faire aspettandosi una manifestazione dedicata ad altoparlanti, amplificatori o riproduzione sonora.

Il motivo per cui ne consigliamo comunque la visita è un altro.

Molte delle tecnologie presenti, elettronica, sistemi embedded, intelligenza artificiale, sensoristica, nuovi materiali, stampa 3D, programmazione e fabbricazione digitale, hanno già punti di contatto con il mondo dell’audio o potrebbero averne in futuro.

Maker Faire permette soprattutto di guardare oltre i confini del proprio settore e osservare idee e approcci progettuali differenti.

Maker Faire Rome al Gazometro Ostiense

Chi progetta un diffusore, costruisce un circuito, sviluppa un software di misura o sperimenta un nuovo sistema condivide inoltre con la cultura maker lo stesso atteggiamento: non limitarsi a utilizzare la tecnologia, ma cercare di comprenderla.

Per questo, anche se alla Maker Faire incontreremo probabilmente molti più robot che altoparlanti, riteniamo che valga comunque la pena visitarla.

Non necessariamente per trovare qualcosa che riguardi direttamente l’audio, ma per vedere che cosa sta accadendo intorno ad esso.

Perché spesso le idee più interessanti per un settore arrivano proprio osservando ciò che accade al di fuori dei suoi confini.

Maker Faire Rome – The European Edition 2026

23–25 ottobre 2026
Gazometro Ostiense – Roma
Orario: 10:00–19:00

https://makerfairerome.eu