PMC festeggia 35 anni e fa tappa a Roma: una visita al Milk Audio Store


In occasione del suo 35° anniversario, il costruttore britannico PMC ha organizzato un tour europeo dedicato ai sistemi di monitoraggio professionale. La tappa romana, ospitata da Milk Audio Store, ci ha offerto l’opportunità di conoscere la nuova generazione di Main Monitor, approfondire le tecnologie del marchio e ascoltare alcuni dei suoi diffusori in un ambiente professionale.

Un’intera giornata dedicata al suono PMC

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I sistemi Nearfield a PMC result6 a due vie

Giovedì 15 ottobre, il Milk Audio Store di Roma ha ospitato una delle tappe del tour europeo organizzato da PMC (Professional Monitor Company) per celebrare i suoi 35 anni di attività. Dalle 10 alle 18, gli ambienti della struttura sono stati trasformati in un percorso di ascolto, con differenti sistemi di monitoraggio PMC installati nelle varie sale. I visitatori potevano confrontare i modelli Result6, PMC 6, PMC 6-2 e le nuove PMC 10, utilizzando anche gli stessi brani musicali come riferimento.

Il programma prevedeva due presentazioni, alle 11 e alle 15, affidate a Dan Zimbelman, Senior International Business Development di PMC. La presentazione alla quale abbiamo assistito ha alternato approfondimenti sulle nuove soluzioni elettroacustiche ad aneddoti relativi a celebri studi di registrazione, dai Capitol Studios di Los Angeles alle installazioni di Universal Music Group a Tokyo. Per il giorno successivo erano inoltre previsti incontri individuali su appuntamento nella sala Dolby Atmos, con la possibilità di ascoltare le proprie sessioni di registrazione, mixaggio e mastering.

PMC: una storia cominciata alla BBC

La storia di PMC comincia nel 1991, quando Peter Thomas, allora tecnico della BBC, e Adrian Loader, ingegnere presso FWO Bauch, svilupparono un sistema di monitoraggio capace di coniugare elevate pressioni sonore e precisione di riproduzione. Il risultato fu il BB5, grande monitor attivo con caricamento a linea di trasmissione, installato negli studi BBC di Maida Vale. Fin dagli inizi, tuttavia, l’azienda si rivolse anche all’ascolto domestico: l’LB1 e, successivamente, modelli come AB1, FB1 e DB1 portarono la filosofia PMC nel mondo dell’alta fedeltà.

Il collegamento tra i due settori è uno dei tratti distintivi del marchio. In studio sono fondamentali l’affidabilità del riferimento sonoro, la dinamica e la ripetibilità delle prestazioni; in casa si aggiungono esigenze di ingombro, estetica e integrazione negli ambienti. I principi elettroacustici di base, tuttavia, restano gli stessi.

La linea di trasmissione: il filo conduttore della produzione PMC

Uno degli elementi che maggiormente caratterizzano i diffusori PMC è la tecnologia ATL, Advanced Transmission Line. L’emissione posteriore del woofer viene convogliata lungo un condotto di lunghezza significativa, generalmente ripiegato nel mobile, con materiali assorbenti distribuiti lungo il percorso.

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La saletta Circle Room con i sistemi nearfield PMC6-2

Il nido d’ape: tra funzione acustica e identità estetica

Un dettaglio immediatamente riconoscibile dei monitor professionali PMC è il disegno a nido d’ape. La struttura posta all’uscita della linea di trasmissione appartiene alla soluzione Laminair: la geometria dell’apertura è studiata per controllare il flusso d’aria, limitare le turbolenze e ridurre il rumore aerodinamico, soprattutto a velocità elevate. Le forme esagonali riprese sulle altre superfici del frontale hanno invece essenzialmente una funzione estetica: richiamano la griglia funzionale e contribuiscono a definire l’identità visiva dei prodotti.

Milk Audio Store: una realtà romana tra produzione e tecnologia

La sede della tappa romana riunisce studi di registrazione, attività di produzione e postproduzione sonora e uno store specializzato in apparecchiature professionali. Milk Audio opera nel campo della registrazione, del mixaggio, del mastering, del doppiaggio e dei contenuti audiovisivi. La struttura comprende anche una sala Dolby Atmos, utilizzata per produzioni immersive e ascolti multicanale. Lo store affianca alla commercializzazione di strumenti ed elettroniche la consulenza tecnica per gli studi e le installazioni.

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La sala Dolby Atmos dei Milk Studios, dove si è svolta la presentazione

La nuova generazione dei monitor PMC

Il cuore della presentazione di Zimbelman è stato dedicato alla nuova famiglia di Main Monitor, frutto, secondo quanto raccontato, di circa sei anni di ricerca e sviluppo. La gamma comprende PMC10, PMC12, PMC15 e PMC10-4, destinati a sale di controllo con dimensioni ed esigenze dinamiche differenti. Zimbelman ha ricordato anche il precedente QB1, sviluppato per rispondere alle richieste di grandi studi come i Capitol di Los Angeles e alle esigenze di professionisti del calibro di Al Schmitt.

Cabinet più robusti, nuovi altoparlanti e produzione interna

Rispetto ai predecessori, i nuovi cabinet sono stati irrobustiti con pannelli più spessi e un aumento di massa che, secondo la presentazione, raggiunge circa il 20%. Sono state riprogettate anche le linee di trasmissione, i woofer e i trasduttori della gamma media. Zimbelman ha insistito sul ritorno della produzione all’interno dell’azienda nel Regno Unito, una scelta impegnativa ma orientata a un controllo più diretto della qualità. Ha inoltre citato un incremento delle capacità dinamiche nell’ordine del 30%: un dato dichiarato dal costruttore, da interpretare alla luce delle specifiche condizioni di misura.

I sistemi XBD e l’estensione della gamma bassa

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La PMC10, le “piccole delle grandi” con il suo incredibile midrange a cupola

La sigla XBD identifica configurazioni con unità aggiuntive per la riproduzione delle basse frequenze. Oltre all’estensione della risposta, queste soluzioni consentono di aumentare la capacità di emissione e, nelle condizioni opportune, di ridurre l’escursione richiesta ai singoli trasduttori a parità di pressione sonora. I monitor possono essere utilizzati singolarmente, con i moduli XBD o con ulteriori subwoofer, secondo le dimensioni della sala e i livelli richiesti. Zimbelman ha osservato che la riproduzione della gamma bassa ottenuta durante la dimostrazione romana risultava già convincente senza un modulo XBD aggiuntivo.

Amplificazione dedicata e controllo digitale

La nuova gamma comprende amplificatori progettati internamente, tra cui Master 36 e Power 20, utilizzati in combinazioni diverse a seconda del sistema. Zimbelman ha evidenziato l’aumento della potenza disponibile e l’assenza di ventole rumorose, importante quando l’elettronica si trova nella sala di controllo. Il software proprietario SoundAlign permette di configurare i sistemi e intervenire sui parametri DSP. Il relatore ha ricordato che l’equalizzazione digitale può essere utile, ma il risultato dipende anche dalla qualità dell’ambiente e dalla corretta installazione.

L’acustica della sala: non soltanto risposta in frequenza

Zimbelman ha espresso apprezzamento per la progettazione acustica del Milk Audio Store, sottolineando la regolarità percepita delle basse frequenze anche spostandosi verso il fondo della sala. Ha richiamato l’importanza di uno sweet spot sufficientemente ampio: in una control room lavorano insieme tecnici, produttori e artisti, e non è accettabile che il bilanciamento cambi drasticamente al minimo movimento della testa. Sono osservazioni d’ascolto, non sostitutive delle misure della risposta spaziale e dei decadimenti, ma mettono a fuoco un’esigenza concreta del monitoraggio professionale.

Dai Capitol Studios a Tokyo: le grandi installazioni internazionali

Nella parte finale della presentazione Zimbelman ha mostrato immagini delle installazioni PMC in diversi studi. Ai Capitol Studios di Los Angeles, recentemente rinnovati, ha descritto sistemi PMC10-4 negli Studio A e B e PMC15 XBD nello Studio C. Ha parlato con particolare entusiasmo anche della storica console Neve 8068 dello Studio B, ricordando di aver posseduto un esemplare dello stesso modello e i suoi impegnativi costi di manutenzione.

Il racconto è proseguito con The Ivories a Londra, dotato di PMC12 XBD e utilizzato anche per produzioni Atmos, e con il Lemon Tree Studios di Los Angeles. Particolarmente significativa la nuova sala Universal Music Group a Tokyo, descritta come un ambiente Atmos 13.1.6 equipaggiato con PMC15 XBD. Queste installazioni mostrano come la progettazione del monitoraggio si stia adattando a sistemi sempre più complessi.

PMC10 e PMC6-2
Il sistema usato per la presentazione e gli ascolti, con ue PMC10 e una PMC6-2 usato come centrale

L’evoluzione del Dolby Atmos e il ruolo del monitoraggio

Uno degli aneddoti più interessanti ha riguardato il primo ascolto Atmos di Zimbelman ai Capitol Studios, circa sette anni fa. Allora la resa delle alte frequenze lo aveva colpito negativamente, tanto da indurlo inizialmente ad attribuire il problema ai diffusori. In seguito aveva riconosciuto il ruolo delle scelte di mixaggio in una fase in cui le tecniche di produzione immersiva erano ancora in evoluzione. Tornato di recente nello stesso studio, ha raccontato di aver ascoltato produzioni Atmos insieme a Nick Rives ricavandone un’impressione completamente diversa. È un episodio che ricorda come un monitor accurato non garantisca, da solo, un buon risultato artistico: contano l’intera catena di produzione e le competenze di chi la utilizza.

Un incontro tra tecnologia e cultura della registrazione

La visita al Milk Audio Store è stata più di una dimostrazione di nuovi diffusori. Attraverso le scelte progettuali e le installazioni internazionali, PMC ha raccontato l’evoluzione del monitoraggio professionale: linearità, bassa distorsione, direttività e capacità dinamica restano fondamentali, mentre crescono l’importanza dell’integrazione digitale e la complessità dei sistemi immersivi. La tappa romana ha offerto anche l’occasione di conoscere una realtà che unisce attività commerciale, consulenza e produzione audio. Perché un sistema di monitoraggio trova la propria ragion d’essere non soltanto nelle specifiche dichiarate, ma nella capacità di diventare uno strumento affidabile per chi la musica la registra, la produce e la lavora ogni giorno.

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